venerdì 8 giugno 2007

dom perignon



Una sera mi trovavo, in dolce compagnia, al Casinò di Saint Vincent. Avevo iniziato la mia giornata come da consuetudine giocando al black jack con alterne fortune. Si trattava di un giorno della settimana, se non ricordo male un Lunedì. Nella sala dei giochi americani il numero risicato di giocatori (rispetto ai fine settimana) mi permetteva di saltare da un tavolo all'altro senza troppe attese. Dopo un mezzo pomeriggio senza infamia ne gloria (più infamia comunqe) verso le 20, forse qualcosa di più salgo al piano "nobile" del casinò, quello dei giochi francesi che spesso mi ha riservato un prosieguo di serata,anche senza giocare una sola fiches, decisamente affascinante. Lo scenario che si presentava era nella norma: i due tavoli di trente e quarante erano entrambi affollati di giocatori con il loro bel numero di fogli e fogliettini sui quali segnavano la "loro strategia"; quelli della roulette, più piccoli, offrivano una discreta varietà di vincitori e vinti (molto maggiori i secondi) e il privè immancabilmente vuoto e desolato. Si stava, anche allestendo un tavolo per lo chemin. Faccio un giretto pensando tra me e me che quella sera non avrei assistito a nessun particolare giocatore "forte". Forte non nel senso delle vincite ma piuttosto per le cifre gettate sul tappeto verde.
Una decina di minuti più tardi però, ecco palesarsi ai due tavoli grandi della roulette (per intenderci quelli davanti al bar) il personaggio che monopolizzerà la mia serata. Un signore robusto, dall'abbigliamento eccentrico (giacca in pele da motociclista sulle spalle, pantaloni militari e camicia sbottonata verde scuro) stava giocando fisches che variavano dalle 100 alle 500 euro sui pieni, massimo sui cavalli. Un paio di colpi senza fortuna, qualche migliaio di euro spesi e lo vedo avviarsi in solitudine verso la saletta fumatori. Io scendo una rampetta di scale per andare in bagno, risalgo e mi dirigo anche io a fumarmi una sigaretta.
Quel signore era ancora in saletta, seduto su una sedia che chiacchierava amabilmente con due compagni di nicotina. Stavano parlando "di casinò". Dopo una quindicina buona di minuti il signore butta li questa frase: "ci beviamo qualcosa?" Uno dei due altri personaggi con fare semi scherzono risponde: "Dom Perignon?" E il signore: "io bevo solo quello!". "Vado ad ordinarlo al valletto" risponde il primo. Salta fuori che però in saletta fumatori non servono da bere e che avrebbero allestito un tavolino in un luogo appartato. Il signore un filo contrariato fa: "Ci penso io". Si alza esce dalla saletta e dopo qualche minuto ritorna. Tempo dieci minuti e si presenta in saletta un valletto con il secchiello del Dom Perignon pieno di ghiaccio e un vassoio colmo di salmone e tartine. Il signore serve da bere ai due personaggi e mi chiede di favorire assieme ala mia compagna. Manca però un bicchiere che chiediamo al valletto gentilmente di portarci. Per il momento quello senza bere rimango io. La mia compagna, i due personaggi e il signore cominciano a banchettare. Passano i minuti e il mio bicchiere non arriva. Faccio per alzarmi per andare a sollecitare la richiesta di questo benedetto bicchiere ma i signore mi ferma, si alza mi dice che sono suo ospite e che andava lui. Provo ancora ad insisterema non ne vuole sapere. Va e torna con un flute bello ghiacciato e pronto all'uso. Mangiamo, beviamo e almeno io continuo ad ascoltare quello che racconta il signore. Molte cose per correttezza non mi va di riportarle in quanto personali ma vi assicuro che sarei stato ad ascoltarlo per ore ed ore. Per farvi capire di che si parlava fra le altre cose ci racconta che il giocatore più "forte" che aveva visto con i suoi occhi risaliva ad un estate a Montecarlo; uno russo, se non ricordo male, che giocava per ogni puntata un ammontare di fiches pari a un centinaio di euro o giù di li (a Montecarlo i massimi per i "clienti" quasi non esistono) . Tra una sigaretta (che per altro continuavo -volentieri- ad offrirgli in quanto le aveva finite), una tartina e una sorsata saremo stati in saletta più di un ora e mezza. Poi veniamo a sapere che questa attesa, per il signore, era dovuta al fatto che stava aspettando qualcuno che venisse giù da dove lui abitava (non mi va di dire la località) per portargli del contante per continuare a giocare. Era sotto di 30 mila e non aveva più liquidi. Gli squilla il telefonino e il suo "corriere" era arrivato. Si alza invitandoci a rivederci ai due tavoli di roulette grandi ed esce dalla saletta. Mi alzo anche io, esco, faccio un giro tra i tavoli e dopo una decina di minuti lo vedo riapparire dalle due porte scorrevoli. Nella tasca dela camicia gli spuntavano mazzette da 500 euro sigillate con il classico pezzo di carta. Si avvicina ai tavoli, ne estae una, se la fa cambiare in fiches e comincia a giocare. Dopo un paio di puntate infruttuose comincia una serie tra pieni e cavalli da sogno. Pian piano si creano dei capannelli di gente che come me osservava lo sviluppo delle giocate. Nel giro di poco ritorna in pari con i 30 mila che aveva perso e anzi va in attivo di qualche decina di migliaia di euro. Io avrei voluto vedere come si concludeva la sua serata ma avevo i minuti contati e sono dovuto uscire dal casinò.
Per giorni e giorni mi sono immaginato nella mia testa come fosse andata a finire la sua lotta con la roulette...
Ora alcune precisazioni/considerazioni:
1-ho raccontato questa storia perchè l'ho trovata curiosa
2-è assolutamente vera e anzi s qualcuno legge questo post ed era presente quella sera mi ragguagli su come è andata a finire
3-quella sera ho incontrato un signore che secondo me, libero di fare dei suoi soldi quello che vuole, era decisamente simpatico, inaspetatamente gentile e per nulla "con la puzza sotto il naso"
PS. se per caso lei leggesse quello che ho scritto sappia che mi ha regalato un paio d'ore affascinanti e che la prossima volta è vero che a me toccherà dar fondo ai miei risparmi per contraccambiare con un dom perignon da me offerto ma lei dovrà metterci le Marlboro.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Questi racconti mi affascinano parecchio, se per caso ne hai altri saro' lieto di leggerli!